
Là dove c’era l’erba ora c’è una città.
Là dove c’era pace ore c’è segnale.
Vaffanculo al telefono cellulare.

Là dove c’era l’erba ora c’è una città.
Là dove c’era pace ore c’è segnale.
Vaffanculo al telefono cellulare.
Finelli, conferenza stampa post partita, testuale: siamo intimamente convinti di vincere a Milano. INTIMAMENTE.
Ora: io penso che di margine per vincere al Forum, dopodomani, ce ne sia anche. Perché la costanza non è certo il marchio di fabbrica dell’Olimpia di quest’anno. Ma dopo aver preso 46 punti in faccia nel giro di due giorni, ma dì qualcos’altro Finelli, no? Sii un po’ meno spocchioso, inspira profondo, ragiona, che lo sai che è molto più facile il contrario. Lo sai…
Gara 3 si riassume nei 17 punti segnati nel terzo quarto dall’immenso Melvin Booker. E dalla buona gestione dell’ultima frazione. Anche oggi rotazioni limitate dall’assenza di Katelynas, con Vuk e Booker a giocare quasi quaranta entrambi. Un Sesay strepitoso come in gara 2, un Gallo molto silenzioso ma col 100% dal campo e Casey Shaw che sta facendo quello che non ha fatto in una carriera intera. E il PalaSavelli muto. Muto. Tra i marchigiani cose decenti dai soli americani, con Minard redivivo (ma nel solo primo tempo), Thomas top scorer e Ford nella media. Amoroso anche stavolta non pervenuto (siamo al secondo indizio consecutivo) e Vitali poco lucido.
La semifinale è a un passo, venerdì non si può sbagliare. Poi, con Siena, si vedrà. Poi, però.
Ne dai trenta al tuo avversario e giri con decisione l’inerzia della serie. Ma hai anche la consapevolezza che la differenza tra le due squadre non è affatto quella che ha mostrato ieri sera il punteggio. La differenza vera sono i quattro punti di gara 1. A favore dell’una o dell’altra squadra, a seconda dell’approccio che entrambe avranno alle prossime sfide della serie. Montegranaro ha dalla sua un fattore campo davvero condizionante ed un buon quintetto. Milano, invece, ha un paio di campioni che possono vincere qualsiasi partita anche da soli e che, in un clima ostile come quello del PalaSavelli, potrebbero fare la differenza. Le panchine, vista l’indisponibilità di Katelynas e Maresca, si equivalgono.
Torni al Forum dopo un paio di mesi e hai la conferma che Booker è un signor playmaker, ma ha bisogno di respirare ben più di quanto Caja gli conceda. Vukcevic è straordinariamente letale. Il Gallo sa stupirti ogni volta con giocate che non t’aspetti (e appena mette l’arresto e tiro, il ragazzo dominerà ovunque. Di qua e di là dell’oceano. Sicuro). Sesay, ieri sera, ha messo tutti quei tiri fuori dai giochi che ti fanno aprire il solco e poi vincere la partita. Ieri. E domani che Sesay sarà? TJ ha giocato poco, ma sembra il TJ delle occasioni che contano. Di Bella e Shaw hanno fatto il loro senza entusiasmare, Giovacchini va bene solo per far falli e Katelynas deve riprendersi quanto prima, perché abbiamo tremendamente bisogno della sua fisicità.
Montegranaro ha quel merda di Garris che però è uomo da playoff. E ci farà soffrire. Jobey Thomas che arma il braccio in un nanosecondo. E segna. Minard che va a pareggiare l’incostanza di Sesay. Amoroso, quello che più di tutti m’ha deluso, che ha fiducia solo oltre l’arco. E Ford che sa essere un fattore. Lechtaler deve fare molta attenzione ai suoi denti, perché presto qualcuno glieli sfonderà. Vitali si farà. E farà la differenza. Domani, però.
A margine, tanta tanta gente in un Forum non gremito ma molto caldo. Col mio amico aStonello che mi fa il dito medio mentre riprendo le sue evoluzioni e Michelle Hunziker che canta “chi non salta canturino è!” sotto la curva.
Col palazzo che inneggia a Giorgio Armani e fanculizza unito il porco Corbelli (la differenza del prezzo del biglietto di curva tra gara 1 e gara 3 è pari al + 50%. Cinquantapercento in più, LADRO!).
La serie è nelle nostre mani.
Ti googlizzi, già che non c’hai un cazzo da fare e, tra i tanti risultati della query (va bene il nome, ma già che il tuo cognome non è proprio così comune non t’aspetti una messe di risultati) scopri che un tuo omonimo gioca a pallacanestro nel catanese insieme a suo fratello Fabrizio; che un altro tuo omonimo gioca a calcio a 8 (a 8? Sì, a 8…) dalle parti di Roma e sempre con suo fratello (questa volta Valerio – tra l’altro ottimo goleador); e che l’ennesimo tuo omonimo (che un fratello ce l’avrà di certo anche se non era in macchina con lui) fa un incidente con un camion e poi chiede aiuto, in maniera un po’ sgrammaticata, su un forum. C’è chi fa l’odontotecnico e chi il giornalista, chi è figlio di invalido per “fatto di guerra” e chi vince la medaglia d’oro regionale a ping pong. E tra i tanti ce n’è ovviamente uno che raccoglie film sul basket e scrive cazzate su un blog…
Ad ogni modo, non volevo parlare di me. Googlizzi anche il nome di tizio che chissà che fine ha fatto e infine arrivi al vecchio pivot della tua squadra di basket che è una vita che non lo vedi più. E che – non ci voglio credere, ma date e quant’altro sembrano tornare – è stato arrestato per rapina a mano armata in una banca del nord est. Cristosanto.
D’accordo nell’estendere l’arco dei 3 punti, così come, tutto sommato, ridurre le dimensioni dell’area. Va bene, anzi benissimo, togliere l’infrazione di passi sul tuffo. E ci può stare anche quella dei 14 secondi sul fallo. Ma l’arco sotto il canestro no. L’arco sotto il canestro è contro lo spirito del gioco. L’arco sotto il canestro è ridicolo. L’arco sotto il canestro è per chi va al palazzo a guardare le schiacciate, non la partita. L'arco sotto il canestro no!
CREMARE E’ MEGLIO CHE PIGIARE!